Undici. Simulacri e risoluzioni

Saggio è colui che dissimula i propri meriti più scoperti. Che cela la bellezza manifesta con parvenze di trascuratezza.

Quando l’errore è presente alla mente, dell’istante godendo la prossimità, dirompente è la chiarezza del pericolo. Voltata la pagina del tempo, prese le distanze, si cade nell’arroganza del farsi dimentichi

Percorrere le grandi distanze, senza giungere agli estremi. Restare al centro della prudenza: i saggi si sottraggono alla rottura. I pazzi, gli avidi di vita, la sfiorano continuamente.

Prendere tempo, aspettarsi, significa perfezionarsi. Chi accusa l’altro di irresolutezza, sovente non vede la ricchezza che il tempo dell’attesa può portare in un uomo.

Abbandonare le cose prima che esse ci abbandonino. Fare, della fine, un trionfo.

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13 pensieri su “Undici. Simulacri e risoluzioni

  1. Alessandro Gianesini

    L’ho trovato un po’ estremizzante, ma forse a leggere le tue parole più come sprone, che come imperativo si riescono a collocare in un’ottica di contrasto alla moderna visione che vuole tutto e subito, evitando la riflessione a discapito dell’azione. In pratica un gioco di equilibri, concetto a me molto caro ultimamente! 😉

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    1. In queste riflessioni, se un imperativo esiste, è nella forma. Nel senso che la perentorietà – avendo io scelto formule brevi, aforismariche – è sempre intrinseca nel modo, nel tono che uso ma non nel contenuto: non credo siano degli assoluti quelli sui quali rifletto e scrivo, ma solo fugaci barlumi di consapevolezza su me stessa che, appena giunti, non solo mi hanno rivelato qualcosa di me e del mondo ma, come anche profetizzavi Tu, sono stati sprone per comprendere e colmare quelle che consideravo mie mancanze o imposture 🙂

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      1. Alessandro Gianesini

        Addirittura profetizzante? Devo chiedere un aumento! 😀

        Sì, hai ragione: essendo tarato sul discorsivo/escplicativo, ci metto un po’ a rendermi conto che altre forme di linguaggio possono avere differenti obiettivi… Ci vuol pazienza con me! 😀

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      2. Alessandro Gianesini

        Però basta col “Tu” maiuscolo, altrimenti sembra che sia una persona importante e finisce che ci credo pure io e inizio a prendermi un po’ troppo sul serio 😜

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      3. Alessandro Gianesini

        Sì, un po’ come un Ouroboros (per autocitarmi, visto che hai svegliato mr Ego! 😉 ) Comunque, fame, fama… tutto fa brodo! Non sono delicato culinariamente parlando! 😀

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      4. No, fidati, sei delicatissimo. Ma il brodo no, ti prego: NO. Sai che l’Ouroboros è uno dei miei simboli prediletti? Ancora convergenze. Cosa hai a che fare Tu con l’Ouroboros? Dimmi di più. Libero sfogo a Mr Ego: qui puoi, e devi 😀

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