Se brucia, è Jazz

“La vita è l’arte dell’incontro”, diceva Vinicius de Moraes.

La musica chiede di essere attesa, desiderata, incontrata.  Il Jazz, soprattutto.

Se hai un sogno, se hai un tormento Whiplash fa per te.

Un film, lo si vive o lo si scrive. Non questo, non per me.

Non quando un film è fatto al novantanovepercento di percussioni. E sangue, quello vero.

Dalle dita di un uomo stillano gocce di fatica, sacrificio e talento.

Questo, non è solo un film.

E’ Jazz. Ti entra nelle vene e le fa pulsare al ritmo che decide lui.

Il Jazz è ritmo e improvvisazione.

La musica è, primamente, ritmo. Le percussioni sono i primi strumenti musicali dei quali si abbia traccia: perché il ritmo è ovunque, in natura, nel battere della pioggia, nello scrosciare dei ruscelli, nel cinguettare degli uccelli.

L’improvvisazione, o l’arte dell’incontro: quella complicità tra corpi in grado di trasformare una struttura rigida – note e accordi – in stupore e seduzione di suoni.

La musica è sempre lì a ricordarci che il caos poetico della creazione nasce da una struttura, dalla disciplina.

Dietro, dentro, c’è la schiavitù, prima dei bordelli d’Orleans.

Il Jazz nasce da un dramma, da una ferita, un dolore: quello degli schiavi africani che lavoravano nelle piantagioni degli Stati Uniti.

Canto di lavoro, canto di nostalgia, quella nostalgia che Charles Mingus sublima in “Nostalgia in Times Square”. Un dramma doloroso è all’origine di uno strepitoso caso d’incontro. 

Il dramma, la passione, la disciplina: Whiplash ce lo ricorda continuamente, cosa significa lavorare duramente per un sogno.

Il Jazz è una musica che va attesa, con trepidazione, e incontrata davvero. Ha bisogno di qualcuno che arrivi e di qualcuno capace di attendere, che si lasci trovare. Quando arriva, non hai scampo: ti prende l’anima e ti chiede di seguirlo nella sua folle danza verso non si sa dove.

Ma cosa importa, dove? Ha un suono assurdo e bellissimo.

Mentre te lo chiedi, ti ha già rubato l’anima, e non hai nemmeno il tempo di capire perché.

Se hai un sogno che brucia, il Jazz è per te.

Qui, la colonna sonora del film Whiplash. Consiglio appassionato: perdersi subito in “Caravan”, omaggio a Buddy Rich https://www.youtube.com/watch?v=1Wr0yz4FLAg&list=PLvbjOu7tvBRBBQQYb126XbeoejlhFF_HN&index=2

In copertina: Foto di Carmine Prestipino http://www.carminefotografie.com/

5 pensieri su “Se brucia, è Jazz

  1. Alessandro Gianesini

    Mi stai dicendo che è ora che inizi ad ascoltare il jazz? Non l’ho mai pienamente capito e quindi apprezzato, gli ho sempre preferito il blues, anche se non è certo il mio genere preferito, ma visto l’accorato articolo, direi che forse devo rivedere la mia posizione 😉

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    1. Forse, proprio quando si tenta di “capirlo” non si riesce ad apprezzarlo. Ascolto generi musicali molto diversi tra loro, ognuno dei quali risponde ad un emozione del momento. Quello che adoro del Jazz, che fin da subito ho rinunciato a “capire”, ti confesso, è il modo in cui mi travolge senza che io abbia il tempo di razionalizzare come o perché: seguo i suoni, li sento battere sulla pelle lentamente – battere e levare – poi più incalzanti, e li immagino, nel senso che li visualizzo davvero; vedo gli strumenti mano a mano che entrano, riesco quasi a dar loro un corpo, un volto.
      Ad ogni modo, come per gli altri generi musicali, non sono una fanatica “a prescindere”, e non amo tutti i pezzi Jazz indistintamente.
      Il film Whiplash è davvero Jazz, a mio avviso, anche perché ha reso giustizia ad una regola essenziale che anima questo genere: cercare di stare al passo con i tempi, senza snaturarsi; evolvere col tempo, con gli uomini, senza perdere la propria essenza.
      Vi troverai alcuni classici straordinari che sono stati riarrangiati: forse, la versione originale ti aggancerebbe meno se non hai un buon rapporto col genere, ma credo che queste versioni più moderne possano emozionare e comunicare davvero con tutti, dimostrando che il Jazz gode di ottima salute quando a suonarlo davvero è gente in grado di innovarlo, senza ucciderlo 🙂

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      1. Alessandro Gianesini

        Ho cercato sulle piattaforme cinema che seguo ma non l’ho trovato, ma non demordo: lo cercherò ancora e lo vedrò; mi hai incuriosito e ora voglio proprio vederlo.
        Poi che mi piaccia o meno, è un altro discorso…e ti aggiornerò appena riuscirò! 😉

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