Guida pratica alle illusioni consapevoli. Una lista approssimativa

C’è stato un tempo in cui ho amato, più degli uomini, le parole. Mi rifugiavo tra le pagine come chi, ferito, battuto, riposa sulle disiate prode per proteggersi dall’assedio della vita. Vivevo quello che potrei definire “il duro tirocinio dell’autocoscienza che prepara alla vita”. E’ stato un tempo necessario per andare a fondo, guardare in faccia i miei demoni e risalire in superficie. Vittoriosa perché li ho accolti. Perché, oggi, so riconoscerli e dialogarli.

Amo gli esseri umani capaci di trasfigurare e rendere straordinaria la quotidianità. E forse, più della vita, amo le infinite possibilità che essa apre: quelle del pensiero, delle idee, e, naturalmente, del sogno.

Una volta mio padre mi disse: “ti sei costruita un mondo tutto tuo perché questo non ti piace abbastanza. Si vede che ti sta stretto, non ci stai bene”. Mio padre non è mai stato un gran lettore ma è un grande maestro di sensibilità e onestà dello sguardo. Il MIO maestro.

Credere che una pagina, mentre si scrive, si faccia vita: questa la mia fede incrollabile, senza la quale non sarei qui a pigiare tasti sulla tastiera e credere e sperare e sognare ancora mentre il mondo si logora e va in frantumi sotto il peso di rabbia, sconforto, disillusione. La sua, la mia. Che poi è lo stesso.

Se hai un desiderio, tienitelo stretto, non mollare la presa. Lo scrivo ogni giorno, più volte al giorno, per non dimenticarlo, per non perderlo. 

E voglio, anzi, esigo che questa penna sanguini fino ad esaudire ogni mio più recondito desiderio.

Mentre scrivo, ripenso alle parole di Anna Maria Ortese:

“La tragedia della mia vita (…) fu dunque nello scoprire quasi subito che tutte le cose – anche persone, volti, libri – erano vuoto e apparenza, erano immagini, la cui materialità e libertà erano tutte illusorie. Una sola cosa viveva veramente: il dolore e l’emozione dolorosa (metto fra queste emozioni anche l’amore e la gioia). Ben presto, dunque, io mi trovai a dovermi battere per una cosa – la vita – che era un abisso e una perdita. Lo sapevo, ma ciò non toglieva che dovevo battermi.” (A. M. Ortese, Corpo celeste)

E subito, in un dialogo inconsapevole, arriva il solito Cioran a controbattere:

“…distacco dal frutto dell’atto (…) colui che ne fosse veramente compenetrato non avrebbe più nulla da compiere, perché sarebbe giunto alla sola condizione estrema che valga, alla verità che annulla tutte le altre, denunciate come vuote, essendo d’altronde vuota essa stessa – ma di un vuoto cosciente di sé. (…) Quando si raggiunge questa verità limite, si comincia a fare una triste figura nella storia, che coincide con l’insieme delle verità d’errore, verità dinamiche il cui principio è, necessariamente, l’illusione. I risvegliati, i disingannati, inevitabilmente debilitati, non possono essere centro di avvenimenti, per la ragione che ne hanno intravisto l’inanità.” (E. M. Cioran, Squartamento)

Ed io, fiera di annoverarmi tra i “risvegliati, i disingannati”, consapevole dell’illusione, mi ritrovo a correre impazzita da una parte all’altra per decidere se battermi o ritirarmi. Corro. Salto. Mi dimeno. Oscillo tra sferzate di consapevolezza che mi intimano di paralizzarmi e cocci di sogno nascosti ovunque – sotto il cuscino, dentro i cassetti, ovunque, nascosti da me a mia insaputa, immagino – che, danzando, mi persuadono a seguirli. E si sa che le seduzioni valgono più degli ammonimenti.

Ci sono libri che mi hanno offerto una porta d’accesso privilegiata alla consapevolezza, necessaria anche quando dolorosa. Leggerli non mi ha impedito di sognare: ha solo offerto una via più solida  e concreta verso il sogno. Concreta, solida perché non ingenua.

Caduta l’illusione, non batto in ritirata: sono ancora qui che “perdo tempo” a sognare.

In un tempo, questo tempo, dove ci si dibatte tra gridare o sparire, voglio condividere una lista di libri (che a malapena si avvicina a quella completa) che, se li si lascia entrare, possono cambiare per sempre la percezione di noi stessi nel mondo e dischiudere infinite possibilità di sogno.

  • E. Cioran, La caduta nel tempo
  • E. Cioran, Sommario di decomposizione
  • E. Cioran, Un apolide metafisico
  • E. Cioran, Quaderni
  • C. Pavese, Il mestiere di vivere
  • D. La Rochelle, Memorie di Dirk Raspe
  • V. Woolf, Diario di una scrittrice
  • V. Woolf, Una stanza tutta per sè
  • Nin, Diari I, II, III, IV, V
  • A. Nin, Henry & June
  • R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso
  • H. Taine, Etienne Mayran
  • G. Papini, Un uomo finito
  • Camus, Il mito di Sisifo
  • S. De Beauvoir, L’età forte
  • S. De Beauvoir, Una morte dolcissima
  • S. Weil – J. Bousquet, Corrispondenza
  • J. Bousquet, Tradotto dal silenzio
  • D. La Rochelle, Fuoco fatuo
  • J.K. Huysmans, A ritroso
  • E. Jabes, Il libro della sovversione non sospetta
  • E. Jabes, Uno straniero con, sotto il braccio, un libro di piccolo formato
  • G. Manganelli, L’isola pianeta
  • F. Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo
  • F. Dostoevskij, La mite
  • J. P. Sartre, La nausea
  • J. P. Sartre, Le parole
  • J. Berger, Sul guardare
  • F. Nietzsche, Umano troppo umano
  • E. Flaiano, La solitudine del satiro
  • A. Gorz, Lettera a D.
  • G. Bufalino, L’uomo invaso
  • M. Shelley, Frankenstein
  • A. M. Ortese, Corpo celeste
  • E. Vittorini, Conversazione in Sicilia
  • H. D. Thoreau, Walden
  • A. Dumas, La signoria delle camelie
  • I. Calvino, Lezioni Americane
  • I. Calvino, Gli amori difficili

In copertina: Il Mondo (acrilico, tempera e pastello su carta, 50×70)

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