Errabondo

“Ho lasciato una terra che non era la mia,
per un’altra che neppure lo è.
Mi sono rifugiato in un vocabolo d’inchiostro, avendo, come spazio, il libro;
parola di nessun luogo, essendo quella oscura del deserto.
Non mi sono coperto, la notte.
Non mi sono protetto dal sole.
Ho camminato nudo.
Da dove venissi, non aveva più importanza.
Dove mi recassi, non interessava a nessuno.
Vento, vi dico, vento.
E un po’ di sabbia nel vento.”

Edmond Jabès, Uno straniero con, sotto il braccio, un libro di piccolo formato

7 pensieri su “Errabondo

  1. Pingback: Mai più – Morgana

      1. Alessandro Gianesini

        E’ un continuo rimestio di veli, che a volte celano, a volte rivelano. A volte semplicemente sono un gioco delle parti per goder dell’altrui presenza in un erotismo verbale che genera piacere all’anima.

        Piace a 1 persona

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