Quattordici. Disequilibri e tentazioni

Il dolore non è mai irreale.

Ansia di nuovo, voluttà della disgregazione. Ogni appetito della conoscenza è il principio di una distruzione.

Peggio della menzogna, c’è solo la sua banalità.

Un cuore sradicato, divelto dalla terra che l’ha generato, continuamente disposto a rinnegare se stesso e tutto ciò che sa (di sé, del mondo), desidera sopra ogni cosa costruirsi una storia che sia solo sua, nutricata dalle sofferenze primigenie, percorsa dall’ansia d’essere qualcosa, con l’imperitura certezza di non appartenere a nulla.

Inattitudine alla felicità. L’essere umano ha la tentazione di cadere.

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6 pensieri su “Quattordici. Disequilibri e tentazioni

    1. Grazie di cuore, Raffa. Non so di cosa si tratta ma vado subito a leggerti. Non sono avvezza a questo genere di cose, mi sono sprofondata in questo oceano di cuori e pensieri d’istinto, e sto iniziando a comprenderlo, ma ho tempi lenti. Tutto per dire in anticipo: perdonami se farò qualche gaffe 🙂

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